Una notte nera, anzi All Black


Canberra, 12 ottobre 2003

Ieri, appena arrivati a Canberra, la prima cosa che abbiamo fatto è stato un bagno in piscina. Sai che voglia.
Ci raccomandano: nuota che ti passa. Invece non è passata per niente.
Perché stamattina, dopo una notte tutto sommato tranquilla (tranquilla per quanto possa essere una notte popolata da All Blacks, vestiti da All Blacks, con la faccia da All Blacks e che ti montano addosso come se fossero degli All Blacks), dicevo dopo una notte tutto sommato tranquilla, appena aperti gli occhi, ho fatto il conto delle botte.
Mi faceva male qui, là, anche su e giù, un po’ sopra e perfino sotto. Ma più di tutto mi faceva male il polpaccio.
In questi, e purtroppo anche in altri casi, ci consigliano: fa’ la “vasca fredda”. Non c’è niente di più triste al mondo. Ti portano in camera una vagonata di ghiaccio, la depositi nella vasca da bagno, ci aggiungi qualche litro di acqua fredda (in Australia si dice: “cold”; è sempre quella che viene giù dal rubinetto colore blu), poi ci tuffi dentro le gambe. Se ci tuffi dentro anche il resto del corpo, il bagno si allaga e tu rischi di crepare. Quindici minuti con le gambe a mollo, a volte cerchi il conforto del compagno di stanza, con me adesso c’è Andrea Lo Cicero, ma lui non sente dolore, potrebbe passare lì, a cavalcioni, anche un weekend.
Così, per non peggiorare la situazione, ho saltato l’allenamento e mi sono dedicato ai massaggi.
Abbiamo due fisioterapisti, Claudio Fossati e Ennio Zaffalon, che da anni ci seguono come se gli dovessimo dei soldi, più cinque massaggiatori convocati dall’International Board, cioè dalla federazione internazionale, a nostra disposizione. Questi cinque li affitti a mezz’ora, come se fossero dei campi da tennis.
Finita la mia mezz’ora, siccome non si è presentato nessun altro, ho continuato a farmi massaggiare schiena e gambe per un’altra mezz’ora. Un vero godere.
Il clima, in squadra, è così così. Un po’ per via del 70-7, che sono proprio tanti punti, i loro, e certo noi potevamo fare di meglio. Un po’ per via che chi ha giocato contro gli All Blacks è scarico e vuoto, e chi deve giocare contro Tonga non sta più nella pelle.
Nel frattempo gli stomaci si sono riaperti ed è tornata la fame.
Una fame grande, arretrata, bestiale. Quanto a Festuccia, si è svegliato con la saracinesca abbassata sull’occhio destro e solo nel pomeriggio ha cominciato a tirarla su.
Già non era bello prima, ma adesso è davvero impresentabile.